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La paura fa novanta

Aggiornamento: 9 feb 2021

Di Margherita Maestripieri e Rachele Rosina


Dato che anche il team di NonSoloBacchette ha deciso di festeggiare Halloween, perchè non farlo con una storia di paura… cinese?


Vi presentiamo un racconto tratto dalla raccolta Liaozhai zhiyi, in italiano “Racconti straordinari dello studio Liao“, dal titolo “Pelle dipinta”, di Pu Songling.

La raccolta conta ben 435 novelle in cinese classico scritte all’inizio della dinastia Qing. Pubblicate verso la fine del 18° secolo, sono il risultato di secoli di tradizione orale, dove il confine tra realtà e fantasia è talvolta davvero ambiguo: ci sono personaggi che appartengono al mondo soprannaturale, come spiriti-volpe, fantasmi, demoni e bestie, ma appaiono anche ufficiali di corte, esorcisti taoisti e studiosi.


Inoltre, spesso i ruoli dei buoni e cattivi sono invertiti. Troviamo uomini indecisi, deboli e manipolabili, mentre i fantasmi e i demoni (che nel nostro immaginario sono i degenerati) sono spesso dotati di ingegno ed acume, velando così le storie di una sottile ironia al limite della satira che ci fa riflettere sul reale giudizio dell’autore riguardo alla società in cui viveva.


La raccolta, oltre che dalla vivacità delle vicende narrate, è caratterizzata dalla brevità delle novelle (talvolta anche solo una pagina) e dall’uso consistente del discorso diretto, ed ha ottenuto successo sia in Patria che all’estero con ammiratori come Franz Kafka o l’argentino Jorge Luis Borges.

Negli ultimi decenni è stata ispirazione di molte pellicole e serie tv cinesi: Painted Skin (1993) di King Hu o la serie televisiva Dark Tales (1998) e il suo sequel Dark Tales II ne sono un esempio.

Vi lasciamo ora al racconto tradotto da Margherita solo per voi… buona lettura!!


Pelle dipinta


Nella città Taiyuan* vi era un intellettuale di nome Wang. Un giorno, durante una passeggiata al mattino presto, incontrò una ragazza che portava con sé un oggetto avvolto in un panno. La ragazza all’apparenza sembrava essere molto affaticata, per cui Wang accelerò il passo: quando la raggiunse vide che era una ragazza di appena sedici anni di una bellezza mozzafiato.


Al signor Wang piacque subito, perciò le chiese: “Perché ti trovi a camminare tutta sola la mattina presto?”

La ragazza rispose: “Lei è solamente un passante, non può alleviare le mie pene, perché dunque preoccuparsi?”

Il signor Wang rispose: “io non so che cosa ti turba, mettiamo però che possa provarci, non rifiuterei se fossi in te”.

La ragazza rispose con un tono malinconico: “I miei genitori erano avidi di denaro e hanno deciso di vendermi come concubina ad una famiglia benestante; siccome la moglie mi invidiava particolarmente tanto da insultarmi al mattino e picchiarmi la sera, la situazione era per me diventata insostenibile, alla fine dalla disperazione ho deciso di fuggire.”

Wang le chiese: “Dove sei diretta?”

La ragazza rispose: “dato che sono considerata una fuggitiva, non ho una meta precisa”.

Wang rispose “La mia casa non dista molto da qui, se vuoi puoi venire a stare da me.”

La ragazza accettò con piacere l’offerta, il signor Wang la aiutò a trasportare il panno e si diressero insieme a casa. La ragazza si guardò intorno e notò che in casa però non c’era nessuno, quindi domandò: “ dove sono i vostri familiari?”

Wang rispose: “questo è il mio studio”.

La ragazza rispose: “ Questa casa è meravigliosa, se lei però mi vuole davvero aiutare mi deve promettere di non informare nessuno della mia presenza .”

Wang annuì con il capo.

Il signor Wang permise alla ragazza di nascondersi in una stanza segreta, passarono molti giorni e nessuno si accorse della sua presenza. Un giorno però si lasciò scappare il segreto davanti alla moglie, la quale temeva che la ragazza potesse essere la concubina di una famiglia benestante; cercò quindi di persuadere il marito a mandarla via, ma lui non volle sentirne ragione. Un giorno il signor Wang si diresse al mercato dove incontrò un monaco taoista. Il volto del monaco cambiò alla vista dell’intellettuale e gli domandò se recentemente avesse incontrato qualcuno. Wang rispose di non aver incontrato nessuno di importante.

Il monaco adirato gli disse: “sei circondato da un’aurea maligna, com’è possibile che tu non sia venuto a contatto con nessuno”.

Wang insistette nel dire di non aver incontrato nessuno, il monaco perse le speranze e se ne andò dicendo: “sei stato stregato da un demone, in questo mondo ci sono persone che anche se hanno avuto un primo contatto con la morte non se ne sono accorti”.

Il signor Wang rimase senza parole e cominciò a dubitare di quella ragazza; si ricredette immediatamente poiché non poteva pensare che dietro a tale bellezza si potesse nascondere un demone. Iniziò a credere che il monaco fosse solamente un impostore che faceva fatture, offrì dunque cibo alle divinità per cacciare gli spiriti maligni. Quando tornò a casa, giunse alla porta della libreria, la quale però dato era bloccata non riuscì a farlo entrare. Wang incominciò a chiedersi il motivo dello sbarramento di quella porta durante il giorno; si arrampicò al di là del muro e notò che anche la porta dello studio era bloccata.

Cercò di intrufolarsi silenziosamente attraverso la finestra e vide un demone dalle sembianze disgustose, dalla faccia color smeraldo e i denti aguzzi. Il demone aveva tra le mani la pelle di un essere umano che distese con cura sul letto, prese un pennello colorato e cominciò a disegnarci sopra. Finito di disegnare, si sbarazzò del pennello, prese con entrambe le mani la pelle umana e come se fosse un vestito la indossò, immediatamente ebbe le sembianze di quella ragazza. Il signor Wang che assistette a quello scenario fu talmente spaventato da correre alla ricerca del monaco. Wang cercò l’uomo in lungo e in largo, quando finalmente lo trovò si buttò ai suoi piedi, implorando l’aiuto del bonzo. Il monaco disse: “proverò ad aiutarti a mandarla via, però dato che la creatura avrà difficoltà a cercare un sostituto non oserò farle del male.”

Terminate le sue parole il monaco diede al signor Wang uno scaccia mosche da appendere sulla porta della stanza, gli disse prima di andarsene di incontrarlo successivamente di fronte al tempio Qing di.

Il signor Wang una volta tornato a casa, non ebbe il coraggio di entrare nella libreria, si mise a dormire in camera da letto e appese lo scaccia mosche sulla porta della stanza. Dopo qualche ora, sentì dei rumori provenire da fuori dalla stanza. Il signor Wang era troppo impaurito per guardare, per cui mandò sua moglie ad indagare. La moglie vide solamente la ragazza la quale vedendo la coda di cavallo, non osò entrare. La ragazza digrignò i denti e rimase fuori dalla porta per un po’ prima di andarsene.

Dopo poco la ragazza tornò e comincio a gridare: “Monaco, tentate di spaventarmi? Non posso non divorarlo!”

Appena finì di dire queste parole prese lo scaccia mosche e lo distrusse in mille pezzi, poi sfondò la porta della camera. La ragazza si diresse direttamente al letto del signor Wang, dopo di che gli aprì il petto, estrasse il cuore e se ne andò.

La moglie del signor Wang cominciò a gridare, quando la servitù entrò nella stanza il corpo del signor Wang aveva già emesso l’ultimo respiro e il suo petto era ricoperto di sangue. La moglie di Wang era molto spaventata però non aveva il coraggio di piangere perché temeva di fare rumore. Il giorno seguente, domandò al fratello di Wang di recarsi dal monaco per raccontargli dell’accaduto, il bonzo infuriato esclamò: “inizialmente ho provato compassione per questo demone eppure lui ha osato comportarsi così”.

Seguì il fratello fino a casa, la ragazza però aveva già fatto perdere le proprie tracce. Il monaco però guardandosi intorno disse che il demone si trovava nelle vicinanze e domandò chi vivesse negli appartamenti a sud; il fratello di Wang disse che la casa apparteneva a lui, il monaco rispose che la ragazza si era rifugiata in quella dimora a sud ma il fratello non voleva crederci.

Il monaco gli chiese allora: “è per caso arrivato un forestiero presso casa vostra?”

Il fratello rispose: “ non lo so, sta mattina ero da voi al tempio, vado a domandare”.

Quando tornò disse: “proprio in mattinata è giunta una vecchia signora, che ha chiesto di poter lavorare da noi, mia moglie l’ha accolta in casa, per cui dovrebbe essere ancora là.”

“è il demone!” urlò il bonzo.

Il monaco e il fratello di Wang si diressero verso la casa sud, il monaco impugnava una spada di legno e in mezzo al cortile gridò: “Demone, ridammi il mio scaccia mosche!”

La vecchia signora impallidì e tentò di fuggire ma il monaco la colpì ed essa cadde a terra; la pelle umana che aveva indosso le scivolò via, tornò ad essere un demone e metre era a terra continuò a grugnire come un maiale.

Il monaco tagliò la testa del mostro, il corpo si trasformò in cenere che salì in aria creando una forma a spirale. Il bonzo prese una zucca, le tolse il coperchio e la posò in mezzo al fumo, sentì come il rumore di un respiro ed in un batter d’occhio il fumo sparì. Il monaco chiuse la zucca e la mise in tasca.

Tutti continuavano ad osservare quella pelle dipinta a cui non mancava nulla tanto era perfetta, c’erano infatti le sopracciglia, gli occhi, le mani e i piedi. Quando il taoista arrotolò la pelle, il rumore che si sentì fu proprio lo stesso di un pezzo di carta ripiegato; dopo di che si fece strada per tornare a casa.

La moglie di Wang era alla porta che lo aspettava e lo implorò di portare alla vita suo marito defunto. Il monaco continuò a rifiutare dicendo di non possedere tale potere ma la donna continuava a disperarsi e a non voler lasciare andare via il bonzo. Dopo poco il monaco disse: “la mia magia non è sufficiente a far resuscitare i morti però posso dirti che esiste una persona in grado di farlo” la donna replicò: “di chi state parlando ?”

Il monaco rispose: “In città esiste un pazzo che ama vivere nell’immondizia, provate a chiedere pietà e a prostrarvi davanti a lui, se vi insulterà però non dovrete arrabbiarvi”.

Il fratello di Wang conosceva quel tale, salutò il monaco e accompagnò la cognata in città. Giunti a destinazione, trovarono un mendicante che non smetteva di cantare come un pazzo per strada. Il muco che gli colava dal naso aveva una lunghezza terrificante e puzzava così tanto che nessuno avrebbe mai osato avvicinarsi.

La moglie gli si avvicinò e il mendicante ridendo le disse: “Bellezza, allora ti piaccio proprio”.

La moglie non diede peso alle sue parole, gli raccontò l’accaduto ma lui scoppiò in una fragorosa risata e le disse: “potresti sposarti chi vuoi, perché riportare in vita quello?”

La moglie continuò a chiedergli pietà e lui rispose: “che strano, quando la gente muore cercano me per farla tornare in vita, sarò forse il re dei morti?”

Il mendicante si infuriò e comincio a bastonare la donna, la quale tentò di resistere al dolore con tutta la sua forza; nel frattempo una folla di persone si era radunata intorno a loro. Successivamente il mendicante cominciò a sputare e a riempirsi le mani di catarro, dopo di che urlò alla donna di inghiottire il tutto. La donna impallidì, il volto aveva un’espressione molto contrariata, poi le vennero alla mente le parole del monaco allora si fece coraggio e mandò giù tutto. Una volta inghiottito ebbe la sensazione di qualcosa di molto duro, come un gomitolo di cotone, scivolarle in fondo alla gola fino a fermarsi al petto. Il mendicante rise e disse “Bellezza allora ti piaccio!”

Se ne andò come se avesse concluso il suo compito. La folla lo seguì verso il tempio ma lui sparì.

Tornata a casa la moglie era disgustata e amareggiata dall’accaduto, continuò a piangere la morte del marito, pentendosi di aver inghiottito il catarro del mendicante, era talmente disperata che si augurava una morte precoce.

In lacrime, la moglie cominciò a pulire il cadavere del marito, a cui nessuno della servitù aveva osato avvicinarsi; prese il corpo e cominciò a disporre le interiora nuovamente nel cadavere dell’amato.

Il pianto fu però interrotto quando la donna ebbe un forte dolore alla gola, iniziò a vomitare, l’oggetto che uscì dalla sua bocca si depositò nel petto del cadavere.

Con grande sorpresa guardò il petto del marito e vide che l’oggetto non era altro che un cuore pulsante che emetteva molto calore, quasi come se fosse fumo. La donna allora ricucì in fretta e furia la ferita sul petto del marito, utilizzò tutta la sua forza per far si che il vapore non uscisse dal corpo ma dato che la stanchezza aveva cominciato a farsi sentire, strappò un pezzo di seta e legò il petto del defunto.

Durante la notte vide che dal naso del marito usciva dell’aria, all’alba del giorno dopo l’amato era vivo e vegeto. Il signor Wang bofonchiò qualche parola come se stesse sognando e disse che sentiva forti dolori al petto; inizialmente vide una cicatrice che era grande quasi come un soldo dopo pochi giorni però la cicatrice svanì.


Note:


* Taiyuan capoluogo dello Shanxi.


Testo Originale:


画皮

太原有个姓王的读书人,清晨在路上散步,碰到一个女子,挎着个包袱,独自艰难地走着。他加快了步伐,走到跟前一看,是个十六七岁的美丽少女。王生心里非常喜欢她,就问道:“你为何一大早孤零零的一个人赶路?”女子说:“你是过路之人,不能排解我的忧愁,又何必多管闲事。”王生说:“不知你有什么忧愁,假如我能为你尽一点力,决不推辞。”女子一脸愁绪地说:“父母贪婪钱财,把我卖给有钱人家。大老婆很嫉妒我,早晨谩骂,晚上拷打,我实在忍受不住,想逃到远处去。”王生问她:“你要逃到哪里去呢?”女子说:“正在逃亡的人,是没有一定目的的。”王生说:“此处离我家不远,如果你不介意,就到我家里去吧。”女子非常高兴,答应了他。王生帮女子拿着包袱,带她一同来到家里。女子环视四周,见屋里没有人,就问道:“你为什么没有家人呢?”王生回答说:“这是书房。”女子说:“这个房子太好了。假如你可怜我,要救我,就应该保守秘密,不要对任何人说。”王生点头答应了。于是二人就住在了一起。 王生让女子躲在密室里,过了很多天也没有人知道。他向妻子稍微透露了一点消息。妻子陈氏怀疑女子是有钱人家的小妾,劝他马上把她打发走。王生不听劝告。 有一天,王生偶然来到集市上,碰见一个道士,不住地打量他,表现出诧异的神色。道士问他道:“你最近遇到什么了?”王生说:“什么都没有遇到。”道士说:“有股邪气缠绕在你身上,为什么还说没有呢?”王生努力为自己争辩,说他的确没有遇到任何东西,道士这才离他而去,并且说:“被鬼迷住了心志啊!世上还真有到死也没有醒悟的人啊!”王生被他说得莫名其妙,也开始怀疑那个女子;但转念一想,那的确是个美人,怎么会是妖怪呢?就认定道士也只不过是以画符念咒、请神捉鬼来讨饭吃的罢了。不久回到家中,来到书斋门前,门在里边被插上了,进不去。他心里有些怀疑,大白天的为什么要插门呢?就从墙豁子跳过去。到门口一看,书房的门也在里边被插上了。他悄悄地走过去,趴在窗户上向里边看,见到一个面目狰狞,十分可怕的恶鬼,翠绿色的面庞,牙齿尖尖的像锯子。把人皮铺在床上,拿着彩笔在上面描画。画完了,把彩笔扔掉,拎起人皮,像抖衣服似的抖了抖,然后披在身上,一下子就变成了那女子。王生看到这个场景,非常害怕,就从地上爬着逃出来,急忙去追赶道士,道士已不知到哪儿去了。他四处寻找道士的踪迹,终于在野外碰到了,便长时间地跪在地上,请求道士帮助。道士道:“我会帮你把它赶走。这个家伙也费尽心思,好不容易才找到一个替身。我也不愿意去伤害它。”说完,道士给王生一把拂尘,让他挂在卧室的房门上。临行时,还约好下次在青帝庙见面。王生回家后,不敢再进入书斋,就在卧室里睡下了,又把拂尘挂在房门上。大约一更左右,听到门外有响声。他自己不敢从门缝看,就让妻子去看。只见那女子来了,看着拂尘不敢进去,站在那里咬牙切齿,很久才离去。不一会儿,女子又回来了,大骂道:“道士吓唬我,难不成把吃到嘴里的东西吐出来!”说着把拂尘扯下来撕碎了,闯了进来。径直上了王生的床铺,撕开王生的肚子,掏出王生的心走了。王生的妻子大声号叫。女仆进来用灯一照,王生已经断气了,胸腔鲜血四溅。陈氏吓得不敢哭出声来,第二天,吩咐弟弟二郎马上告诉道士。道士怒气冲冲地说:“我原来想可怜它,但这鬼东西竟敢这么做!”就随着王生的弟弟来到了王家。 这时,那女子早已不知去向。道士环视四周,说:“幸好逃得并不远。”就问二郎:“南院是谁家?”二郎说:“是小生的房舍。”道士说:“那妖怪现在在你的住所。”二郎大吃一惊,以为他家不可能有妖怪。道士问他:“是不是有个陌生人去了你家?”二郎回答说:“我一早就到了青帝庙,家里的情况全然不知。我回去问问。”去了没多久,二郎返回来说:“真的有。早晨来了一个老妇人,要在我家找活干,我妻子让她留下了,现在还在我家呢。”道士说:“一定是那个鬼东西了。”于是就和二郎一同来到了南院。道士手里握着桃木剑,站在院中心,大声说:“妖怪,快偿还我的拂尘!”老太太在屋里吓得惊惶失措,出门就要逃跑。道士追上去刺了一剑。老太太倒在地上,披在身上的人皮立即脱落下来,变成了恶鬼,趴在地上像猪一样号叫。道士用桃木剑把它的脑袋砍下来;它的身子变成一股浓烟,在地上盘成一小团。道士取出一个葫芦,拔下盖子,放在浓烟里,只听见地像是用嘴往里吸气,一会儿工夫,浓烟就被吸了进去。道士塞上葫芦嘴,放入口袋里。众人看了那张人皮,眉眼手脚俱全。道士把它卷起来,像卷轴画一样哗啦哗啦直响,放入了口袋,就要告辞离去。陈氏跪在门口,痛哭流涕地请求他让王生起死回生。道士婉言拒绝,说他没有办法。陈氏愈加悲痛,跪拜在地不肯起来。道士想了一会儿说:“我的法术尚浅,真的没有办法让他起死回生。我告诉你一个人,也许他能有办法。”陈氏忙问:“你说的是什么人?”道士说:“街市上有个疯癫之人,经常躺在粪土中。你试着去给他磕头,并向他请求。如果他侮辱夫人,夫人不要恼怒。” 二郎也认识那个人,就辞别道士,和嫂子一起去寻找。找了一阵儿,看见有个乞丐在大街上疯癫地唱个不停,鼻涕流出三尺多长,脏得让人无法接近。陈氏连忙跪下,用膝盖移到他的面前。乞丐笑着说:“美人,难道你喜欢我吗?”陈氏把发生的事情叙述给他听。他又大笑着说:“谁都可以做丈夫,为什么非要把他救活呢?”陈氏再三哀求他。他就说:“真奇怪!别人死了却让我去救,难道我是阎王吗?”就十分生气地用棍子抽打陈氏。陈氏忍着抽打的疼痛,围观的人逐渐增多,围得像堵墙。乞丐连痰带唾沫咯出一大堆,送到陈氏跟前,说:“把它吞下!”陈氏羞得满面通红,非常为难;但是想起道士的叮嘱,就硬着头皮吞下去了。感觉进到嗓子后,硬得像一团棉絮,勉强咽下,最后停留在胸膛里。乞丐哈哈大笑说:“美人真是喜欢我哟!”说完头也不回地走了,好像事情都办好了一样。陈氏一直跟在后面,看他进了一座大庙,急忙跟进庙里去请求,却找不到他在哪里。庙前庙后都找了个遍,竟然没有人影,她就怀着羞愧和怨恨回到家里,既悲痛丈夫的惨死,又后悔吞唾沫所受的侮辱,哭个不停,只想马上死去。开始擦血殓尸,家人都站在很远处观望,没有人敢来到近前。陈氏横抱尸体,收拾肠子,边整理边痛哭,越哭越伤心,禁不住嘶号起来。哭着哭着,突然想要呕吐,感觉停留在胸膛里的疙瘩直往上冲,还来不及转头,已经掉在尸体胸腔里了。她惊讶地一看,原来竟是一颗人心,还在胸腔里不停地跳动着,蒸腾的热气像烟雾一样。她感到十分奇怪,立刻用两只手合上肚皮,用力地抱挤到一起。稍微一用劲,热气就从缝隙里腾腾地向外冒出。她就撕下一块绸缎,立刻系紧了。用手抚摸着尸体,竟渐渐变暖。又给他盖上一床被子。半夜掀起被子一看,鼻子里竟然有气息了。亮天后,王生竟然活过来了。他说:“恍惚中好像做了一场梦,只是感到肚子有点痛。”看看肚子上的裂痕,结着铜钱一般大的痂,没过多长时间就愈合了。


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