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Il Fenomeno del Revenge Bedtime cinese

Aggiornamento: 19 feb 2021

Di Elena Colasuonno


È fatto noto e risaputo che i ritmi di lavoro nella società cinese siano estremamente rigidi e, oggettivamente, quasi ai limiti della dignità umana.

La gran parte dei contratti lavorativi in Cina, in particolar modo quelli delle tech-firms, sono caratterizzati dal famigerato “996 schedule”, ovvero una regola non scritta che prevede un orario standard lavorativo 9 a.m-9 p.m, sei giorni su sette.

È chiaro come questo riduca notevolmente ogni possibilità per i giovani e le giovani cinesi di costruire una propria vita al di fuori dell’ambito lavorativo, coltivare amicizie e passioni.

La risposta a tutto questo viene definita Revenge Bedtime, in cinese 报复性熬夜 (bàofùxìng áoyè). Si tratta di un fenomeno sempre più comune e diffuso, che può essere concettualizzato come una sorta di “vendetta” rivolta contro sé stessi, il cui scopo è quello di “sottrarre” del tempo alle proprie ore di sonno per avere una vita personale.


Ecco, dunque, che per riappropriarsi della propria libertà e del proprio tempo libero, molti cinesi sono disposti a ritardare notevolmente il loro riposo, pur essendo consapevoli delle eventuali ricadute sul lavoro, per gridare “silenziosamente” al mondo la loro voglia di esserci e di partecipare a qualsivoglia pseudo attività sociali (notturne). È molto comune, infatti, vedere giovani appena rientrati da lavoro trascorrere la notte navigando su internet, leggendo le notizie del giorno oppure chiacchierando con i propri amici, scrivondo canzoni o guardando film.

Tutto questo per recuperare ciò che a loro spetta di diritto: leisure time, tempo libero, da dedicare non solo al lavoro, il quale ha completamente rimpiazzato ogni aspetto della vita privata dell’individuo, ma anche ad altro, ad attività che, nonostante possano sembrare improduttive ed inutili, sono quelle che permettono di definirci esseri umani liberi e vibranti di emozioni, e non robot automatizzati da sfrutturare fino all’ultimo minuto del loro tempo.


In Cina, un sondaggio nazionale del 2018 ha mostrato come il 60% delle persone nate dopo il 1990 non dorma abbastanza, in particolar modo chi vive nelle grandi città. Le aziende tech, che hanno creato la cultura “996”, si stabiliscono per lo più nelle grandi città e le loro pratiche hanno influenzato anche altri settori lavorativi. Un recente rapporto dell’emittente statale CCTV e del National Bureau of Statistics ha dimostrato come il dipendente cinese medio abbia a disposizione solo 2,42 ore al giorno quando non è al lavoro o dorme, in calo di 25 minuti rispetto all’anno precedente .


Il revenge bedtime rappresenta, quindi, una sfida contro i ritmi massacranti imposti dalla società, che sta però avendo dei risvolti non poco rilevanti in molti ambiti della vita umana. Tra questi spicca ovviamente la salute, sia fisica che mentale, che risente delle poche ore di riposo dell’individuo, avendo conseguenze sullo stato d’animo, sull’umore, sull’alimentazione e, aspetto non indifferente, sulla vita privata che, come sappiamo, i giovani cinesi già vivono con molte pressioni ed aspettative da parte delle proprie famiglie.


Work-culture competitiva e le aspettative della società


Alle base di un fenomeno talmente scellerato e deleterio, sintomo di una società e di una struttura del lavoro malata, vi sono naturalmente delle radici profonde, sia di natura culturale che sociale. Dal punto di vista culturale, quella cinese è una work-culture estremamente competitiva, in cui gli straordinari lavorativi, i famosi 加班 (jiābān), e turni di lavoro massacranti, non solo sono all’ordine del giorno, ma anche motivo di fierezza per i dirigenti cinesi, poiché testimoniano lo stacanovismo dei loro dipendenti.


La pandemia da Covid-19 non ha chiaramente migliorato la situazione, specie in quegli ambiti lavorativi dove il confine tra lavoro e vita privata era già molto labile. La diffusione del virus a livello globale ha reso ancor più necessaria questa attitudine cinese al lavoro, per dimostrare al mondo che la Cina, non solo avrebbe superato la crisi da Covid, ma ne sarebbe addirittura uscita vincitrice, anche dal punto di vista economico. Cosa ha significato questo per i giovani citizens cinesi? 加班 加班 加班!

In aggiunta, ci sono anche altre pressioni sociali trasmesse in particolar modo dalle famiglie.

Un esempio è il matrimonio, visto come un traguardo imprescindibile: giovani coppie possono essere coivoilte in matrimoni forzati, o in altri casi combinati dai genitori attraverso gli 相亲 (xiāngqīn), gli appuntamenti al buio organizzati nella speranza di far incontrare l’anima gemella.

Questo, che può apparirci divertente e buffo, è in realtà fonte di estrema pressione e stress psicologico a danno della gioventù cinese, incastrata in un mondo del lavoro opprimente e competitivo, dove si è disposti a sacrificare il proprio riposo per riottenere la libertà e tempo libero sottratti.



Photocredits to La Repubblica


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