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Di meritocrazia e altre chimere

Aggiornamento: 19 feb 2021

Di Silvia Conticelli


Conoscere il sistema educativo cinese è requisito fondamentale per comprendere le complesse dinamiche che regolano la società del Paese del Dragone.


L’educazione cinese, fin dai confuciani primordi, si fonda tradizionalmente sull’idea dell’esame quale strumento di verifica delle conoscenze acquisite e necessario ostacolo da valicare per raggiungere il gradino successivo.

Proprio per questa sua caratterizzazione, il percorso formativo degli studenti cinesi è stato spesso tacciato di eccessivo nozionismo, scarsa attenzione allo sviluppo della capacità critica e potenziale tendenza al conformismo ideologico.



Nel concreto, quello cinese è un sistema educativo che coniuga due dimensioni: da un lato l’esigenza di garantire, in linea con i valori propagandati dal Partito, un modello almeno apparentemente meritocratico, dall’altro la volontà di non favorire la nascita di derive ideologiche antitetiche rispetto al pensiero dominante. Da qui la definizione di un percorso che privilegia l’acquisizione di contenuti e stimola inevitabilmente la competizione.

Nonostante gli sforzi del Governo per permettere l’accesso di una quanto più ampia fetta di popolazione ai nove anni di istruzione obbligatoria , l’eterogeneità culturale e sociale del sistema Cina, soprattutto in termini di disparità tra aree rurali e urbane, si traduce naturalmente in un venire meno della sopracitata meritocrazia.

Studenti impegnati nel Gaokao – Photo credits to China Files

In tal senso, il famigerato Gaokao – l’esame nazionale di ammissione all’Università – è un emblematico esempio. I criteri che regolano il “sistema Gaokao” tendono a riprodurre il paradigma delle disuguaglianze, piuttosto che a configurarsi quale modello meritocratico: chi è in possesso dell’hukou[1] di una certa provincia ha più possibilità di avere accesso alle università di quella provincia.

Ne consegue che uno studente con hukou di Pechino, a parità di punteggio, avrà più chances di entrare alle migliori università della Capitale rispetto ad un coetaneo con hukou rurale.

Oltre a questo, ci sono altri due elementi da considerare: l’importanza delle guanxi e, usando un termine forse démodé ma sempre calzante, la classe sociale di appartenenza. Guanxi in cinese significa relazioni: le famiglie maggiormente al dentro di dinamiche politiche e/o per qualche motivo più vicine a certe sfere del potere, possono godere di una fitta rette di favori (e favoritismi) troppo spesso decisivi in contesti quali quello del superamento di un esame.


Allo stesso modo, una elevata disponibilità economica è garanzia della possibilità di investire nell’educazione dei figli e, conseguentemente, fornirli di tutti i mezzi necessari per superare al meglio le prove del Gaokao.


Il sistema educativo cinese, nonostante una componente meritocratica che sicuramente non è da escludere in toto, tende a perpetuare quelle disuguaglianze che caratterizzano la sua società, a partire dal divario sempre più profondo tra le frenetiche metropoli e le vaste campagne, dove il riscatto sociale è ancora una chimera.

[1] Hukou = concetto cinese di residenza, a cui sono correlati diritti e doveri

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