Categorie dell’arte cinese - Parte 1

Aggiornamento: 19 feb 2021

Di Rachele Rosina


Approcciandosi l’Arte Cinese, come per molti altri aspetti di questa cultura così diversa dalla nostra, non si può non notare che molti aspetti differiscono totalmente da quello a cui siamo abituati. Le forme, i materiali, gli stili e i significati sono spesso molto distanti dai nostri canoni di bellezza.


So che è impossibile (e impensabile) nel momento in cui si viene in contatto con una cultura diversa, non comparare il proprio patrimonio culturale ed artistico. Tuttavia, vi invito a discostarvi dal commenti che tendono a dare valutazioni soggettive basate su l’impatto visivo: mantenendo un atteggiamento positivo e lasciando da parte ogni sentimento di superiorità, potrete imparare il doppio: sia sulla cultura nuova, che sulla propria.


Per fare ciò, ecco una breve introduzione alle prime due di quattro categorie di arte cinese che si discostano dalla tradizione occidentale e che da sempre abitano il nostro immaginario comune (e le sale dei nostri musei): la pittura e ceramica cinese! Buona lettura 😉

Pittura

La pittura tradizionale cinese si discosta da quella Europea per il supporto, formato e tecnica usati.

Per supporto si intende il materiale su cui viene eseguito il dipinto. In occidente quelli più frequenti sono carta, cartoncino, tela, muro, tavola ecc. In Cina, seta e carta sono i supporti tradizionali per eccellenza. La seta era usata soprattutto per i dipinti di corte, quelli ufficiali, mentre la carta era preferita dai letterati, ossia i gentlemen che si dedicavano all’arte e alla letteratura nel loro tempo libero, perché permetteva una più semplice ed immediata realizzazione del dipinto.

Viene chiamato formato il genere e le dimensioni del supporto: in Cina formati comuni che sono i rotoli, appesi o distesi, ma anche paraventi, ventagli, o fogli d’album. In base al formato del dipinto, cambia la ricezione e la fruizione dell’opera stessa. Per esempio i rotoli distesi venivano dispiegati a piccoli sezioni alla volta, srotolando un lato mentre si riarrotolava quello opposto, e il dipinto (che può essere lungo anche oltre 5 metri) non si vedeva mai nella sua interezza.

Inoltre non erano esposti al pubblico, ma conservati separatamente e srotolati sono in occasioni specifiche, erano quindi realizzati per essere apprezzati durante gli ristretti incontri eleganti tra i letterati, ed usati come mezzo per facilitare le discussioni.

Le tecniche pittoriche principali sono due:

  1. Gongbi 工笔, “meticoloso”: è caratterizzata da pennellate estremamente precise che permettono di delineare i dettagli dell’immagine in maniera meticolosa. Spesso prevede l’utilizzo sia di colori che dell’inchiostro.

  2. Pittura sfumata ad inchiostro, (shui mo 水墨 “acqua ed inchiostro”), è la pittura dei letterati, chiamata anche “stile a mano libera” per la libertà di espressione permessa dalla tecnica.


Ceramiche

Parlando di arte cinese, spesso la prima cosa che mi viene detta è “ah si, i vasi Ming e Qing!”. Grazie alle spedizioni della Compagnia delle Indie Orientali, le ceramiche cinesi diventarono di gran voga in Europa, specialmente tra il 1700 e il 1800. I palazzi reali iniziarono a riempirsi dei vasi che pian piano iniziarono anche ad abitare l’immaginario delle persone che non potevano visitare quei posti così lontani ed esotici, e il fenomeno dell’”orientalismo” divenne sempre più presente, tanto che è di fatto arrivato fino a noi (e quella domanda ne è una prova).

Tuttavia, i vasi Ming e Qing hanno origini ben più lontane: recenti scavi hanno portato alla luce cocci di terracotta risalenti al paleolitico, mentre veri e propri vasi datati circa quarto millennio A.C. sono custoditi nei musei di tutto il mondo. Le ceramiche nascono per necessità e praticità, ma la tecnica ben presto evolve per dar forma a vasi dalle forme e decorazioni sempre più complicate.

Essendo solo una breve introduzione alla ceramica, non mi dilungo nella storia della sua evoluzione, ma ci tengo a fare chiarezza su che cos’è la ceramica.


Il termine ceramica infatti è generale: in base alla composizione chimica del corpo degli oggetti, che ne determina anche la sua resistenza alle alte temperature, si divide in tre categorie,:

terracotta: argilla impura, ricca di ferro che cuoce a basse temperature (600-800 gradi)

gres (terraglia): ceramica dura cotta ad alte temperature (oltre 1000 gradi). È ottenuta aggiungendo all’argilla materie feldspatiche fondibile per ottenerne la vetrificazione.

porcellana: varietà di gres caratterizzata da un alto contenuto di caolino, l’elemento che le fornisce il caratteristico colore bianco puro.


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